Andreas Fischbach and Hektor Mamet | ?

Home / News / Andreas Fischbach and Hektor Mamet | ?

Esposizione aperta fino a domenica 23 giugno
dal giovedì alla domenica, h 14 – 19

Appena conclusa la personale di Teres Wydler e organizzato assieme ad i2a l’extra muros a Melide, con il lavoro di Alex Dorici sulle vestigia di Villa Branca, la rada sabato 25 maggio alle ore 18 apre la mostra in duo di Andreas Fischbach ed Hektor Mamet il cui titolo è semplicemente un punto interrogativo: ciò che tanti ormai percepiscono della realtà, di fronte al fluire incessante di informazioni da parte dei media.

Andreas Fischbach (malcantonese come Mamet, ma operante a Berlino) presenterà un’indagine sul consumo e la fruizione di informazioni politiche e sociali, proponendo una videoinstallazione ambientale (Utopia) strutturata secondo il modello del telegiornale, sul binomio visione dell’immagine / ascolto della notizia. Lo spettatore viene investito da un flusso continuo di informazioni e l’unico elemento immobile è un’isola vivida e luccicante al centro della proiezione, utopico luogo di rifugio da un mondo in cui la realtà sembra sfuggire dal nostro controllo.

Lo stesso fruitore diviene protagonista nelle tele iperrealiste del secondo ambiente (Corpi Digitali), in cui vengono rappresentate scene oggi assolutamente consuete di uso della comunicazione digitale. Dalla combinazione di questi due lavori scaturisce una riflessione sulle modalità di fruizione dell’informazione contemporanea da parte del singolo individuo.

Jean Baudrillard scrisse “Con la modernità abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non esser più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa della proliferazione degli schermi e delle immagini”. Con questa riflessione, generalizzabile al mondo degli oggetti – per colmare il vuoto compriamo un nuovo oggetto e se possibile l’ultimo modello per distinguerci – siamo catapultati nello spazio del consumo e passiamo dai lavori di Fischbach a quelli di Hektor Mamet (artista operante a Parigi), che spiazzano la nostra considerazione di una quotidianità fatta di oggetti, qui sfalsati e resi inservibili ed incomprabili, in quello che sembra uno showroom commerciale. Mamet intreccerà la suggestione indotta da Baudrillard con la ricerca svolta da Hoyt L. Sherman – artista e pedagogo americano – mirata ad indagare le capacità cerebrali di memorizzare e riportare forme percepite per brevissime frazioni di secondo. Alla fine anche gli oggetti giungeranno a mutare e ad intrecciarsi tra loro.

L’esposizione sarà visibile nello spazio d’arte contemporanea la rada, sempre al secondo piano delle ex scuole comunali, fino a domenica 23 giugno, rimanendo aperta anche nelle giornate festive, dal giovedì alla domenica, dalle ore 14 alle 19.

La rada
piazza Remo Rossi 1, Locarno
(presso la rotonda, 2° piano)
www.larada.ch

riccardo.lisi@larada.ch
+41 (0)91 7522230

Related Posts
Crystal Z Campbell, I live to ght (No More) Forever, Photo Documentation of HeLa cells Growing on Diamonds (Work-In-Progress with Dr. C. Backendorf & G. Lamers, 2012)andrea-galvani-il-primo-lustro