Carles Congost | Gloria | 13.03.2005 – h. 18.00

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CARLES CONGOST – Gloria

Opening: 13.03.2005 – h. 18.00

From 13.03.2005 to 08.06.2005

Carles Congost, nato nel 1970 vicino a Gerona in Catalonia, sta emergendo come uno dei più importanti esponenti della giovane arte spagnola. Di formazione pittore (Accademia di Barcellona), ha subito imparato a padroneggiare fotografia e video adottandole come principali tecniche. Per i suoi lavori, inoltre, egli realizza le scenografie e i costumi, scrive i testi delle canzoni e compone le colonne sonore.

I formati e i metodi di lavoro che l’artista predilige sono presi in prestito dall’industria cinematografica e dalla televisione: dai talk show e telenovela, dai video clip, dai musical e dagli psico-thriller. Tanto che recentemente ha realizzato un video commerciale per il nuovo album della star spagnola Alaska che è rimasto due mesi nelle classifiche top ten di MTV. Ma la caratteristica principale di Carles Congost rimane quella di adottare questi generi, contaminarli di temi o estetiche che attingono dal mondo dell’arte, spingerli al paradosso stravolgendone i contenuti “per eccesso”, ed estrapolarli dal contesto commerciale per inserirli in quello artistico. Le inquadrature non sono quindi mai spontanee ma messe in scena in modo accurato, gli attori professionisti, spesso famosi nel loro paese, sono già connotati dal loro genere prima di penetrare nella gabbia dorata della galleria d’arte e del museo. Per la prossima video installazione in programma, l’artista sta tentando di scritturare una delle icone della cultura popolare degli anni settanta: la cantante Amanda Lear. Le storie che i personaggi raccontano questa volta non hanno dunque i risvolti convenzionali che siamo abituati a riconoscere e i contenuti diventano dichiaratamente ironici. Qui il kitsch funziona come strumento pernicioso di critica culturale.

Nella mostra “Gloria” alla Galleria Artericambi Carles Congost espone oltre a due grandi fotografie appartenenti alla serie “The Revolutionary” realizzate per questo evento, due video recenti intitolati “Un mystique determinado” e “Tonight’s the Night”, più alcuni disegni correlati alle opere esposte. Il tema unificante è la ribellione in nome di una causa tramandato dalla cultura sessantottina, con la differenza che, nella cultura che permea fino agli anni settanta, questo tema è velato di nostalgia, mentre oggi le mode adottano la protesta per fare tendenza. Questo si esplica nello stile musicale di “Un mystique determinado”, in cui l’artista degli anni settanta canta una canzone di protesta e l’ex-fidanzata del giocatore di calcio suona alla chitarra un motivo stile cantautore. Ma si rivela anche nell’iconografia delle fotografie. Il rapper, il ragazzo con lo skate board e il barbone di “The Revolutionary” si trovano in un parco investiti dalle luci innaturali della ribalta e da una nebbiolina sinistra. La scena è indubbiamente teatrale, e questo distacco dal reale unito all’esagerata drammaticità dell’immagine genera ironia. Il senzatetto appare un po’ come profeta visionario, un po’ come sessantottino fallito. Forse si avvicina più a Gandalf, personaggio principale di un best seller a carattere pseudo filosofico recentemente scoperto da Hollywood, che a un portavoce di “verità”. Ha comunque grandi chiavi appese alla cintura, come San Pietro alle porte del paradiso e accanto a lui, di fianco alla panchina, si vedono i cartocci di un pasto da asporto: i resti dell’ultima cena?

Tipico di una generazione cresciuta nel panorama virtuale dei media e nutrita dalla cultura di massa, nel suo lavoro Carles Congost espone da una parte il rapporto ambivalente di affetto e critica rispetto al suo contesto, dall’altra la mistica del valore aggiunto legata a un sistema dell’arte sempre più esteso e complesso.

Testo di Alessandra Pace

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