Fabrizio Gazzarri | Rossori | 09.03.2018 – 18.00

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Fabrizio Gazzarri, Rossori, 2019

FABRIZIO GAZZARRI

ROSSORI

a cura di Diego Matoan

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OPENING: Sabato, 9 Marzo 2019 – Ore 18.00

09 Marzo – 30 Maggio

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I dipinti di Fabrizio Gazzarri al centro del suo nuovo progetto espositivo, che inaugura il 9 marzo ad Artericambi (Verona), consentono di calarsi in uno stato di concentrazione impossibile da ottenere nella frenesia del mondo contemporaneo. Le grandi tele monocrome alle pareti non creano un semplice spazio meditativo, bensì agiscono da catalizzatori per un’elevazione spirituale. Le linee che solcano la superficie del quadro producono infinite sfumature come i rivoli della coscienza lasciata improvvisamente libera di vagare.

Un unico filo lega tutti i nuovi lavori esposti a Verona, a partire dalla linea metallica del cavo teso con cui l’artista fende lo spazio: un taglio netto, a mezz’aria, che mantiene due parti invisibili in vibrante equilibrio. Il visitatore si ritrova impegnato a conquistare il centro dello spazio, ma la fune non ne ostacola la visione. La corda tesa dell’equilibrista impone all’occhio di rimbalzare costantemente fra le pitture alle pareti e l’acciaio riflettente. Il vuoto viene così colmato da un crescendo di energia che culmina nel trittico del rossore, dove giunge a una instabile oggettivazione. In un altro luogo il filo si inspessisce facendosi corda colorata che a sua volta si annoda e aggroviglia come un inestricabile gomitolo di interrelazioni. In quest’ultima forma, la corda coi suoi nodi aveva fatto la sua comparsa già nell’autunno 2018 nell’imponente installazione ambientale Rosario delle Assenze all’interno dell’ex-caserma di Santa Marta. Nuovo cuore pulsante dell’edificio premiato alla Triennale per il restauro conservativo, due masse di corde roteano nello spazio a velocità quasi impercettibile creando un campo energetico che pervade ogni visitatore, ogni pietra dell’antico edificio.

Le opere in mostra ad Artericambi emanano la medesima forza, un magnetismo spirituale capace di far entrare lo spettatore in una dimensione altra: della propria percezione e della propria coscienza. La superficiale monocromia dei dipinti non si ferma al colore né al movimento, bensì eleva la mente e il corpo in uno stato di estasi contemplativa. E a un tratto ci si ritrova in perfetta sintonia col tutto: un equilibrio sottile come una linea, teso come una corda, eppure assoluto come un algoritmo inafferrabile.

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BIO

Fabrizio Gazzarri, nel 1973 inizia a dipingere nello studio di suo padre scultore e decide di dedicarsi all’esperienza dell’arte. Nel 1980 inizia l’attività di insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Venezia come assistente al Corso di Pittura di Emilio Vedova e, nel 1988, alla Sommerakademie di Salisburgo. Dal 1980 al 2006 è assistente e poi collaboratore di Emilio Vedova anche nel suo studio, partecipa e contribuisce attivamente alla complessa e articolata attività seguendo la realizzazione di numerosissime mostre nelle più importanti istituzioni, musei e gallerie internazionali, la stampa di libri e cataloghi, le relazioni con il sistema dell’arte et alia.

Nel 2003 si trasferisce all’Accademia di Belle Arti di Brera dove conduce l’insegnamento di Problemi Espressivi del Contemporaneo e collabora, per alcuni anni, al Corso di Alberto Garutti. Si dedica con passione all’insegnamento e cura alcune mostre di giovani artisti in Italia e all’estero come nel 1997 Due Dimensioni – Zwei Dimensionen, Arte Giovane in Italia e Germaniacon M. Leyer-Pritzkow e Luigi Viola a Venezia e Colonia. La sua attività espositiva si svolge in particolar modo in Germania a Düsseldorf dove si è recato più volte per lunghi periodi di lavoro e numerose mostre personali e collettive. Nel 2006 è nominato Direttore della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova e si occupa dell’Archivio e Collezione e dell’attività espositiva. Tra le mostre che ha curato recentemente alla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova si ricordano nel 2018 Renzo Piano. Progetti d’Acqua, nel 2017 Emilio Vedova De America, nel 2016 Emilio Vedova Disegni con G. Celant, Vedova e Baselitz al Museo di Duisburg con W. Smerling.

Nell’ottobre 2018 realizza l’imponente installazione Rosario delle Assenze (2004-2018) dentro all’ex-caserma di Santa Marta a Verona, già protagonista dell’inaugurazione della fiera ArtVerona e presto opera permanente dell’Università di Verona.

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