Francesca Grilli | Enduring midnight | L’arte è un fatto privato | 06.05.2010 – h. 24.00

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FRANCESCA GRILLI – Enduring midnight

Performance: 06.05.2010 – h. 24.00

Soprano/ Lina Vasta

Francesca GrilliPianist/ Dr.Diego Mattiello

thanks to Casa Verdi, Milano

Il nome di mia nonna, Fedora, le fu dato per la grande passione che suo padre nutriva per l’Opera Lirica, così durante la sua vita, lei cercava di canticchiare le poche strofe che sapeva delle opere, trasfomandole in ninnananne o in cantilene, eredità sonora delle passioni di suo padre.

Partendo sempre da un’analisi autobiografica e da un’esigenza di narrare ciò che è parte della mia storia, cerco di costruire lo spazio riempiendolo di alcune tracce del mio vissuto.

Enduring Midnight non vuole essere un tentativo di messa in scena, ma piuttosto la ricostruzione di una visione appartenente alla mia memoria sonora, poetica, analitica, sulla passione e sulla sua durevolezza. Questo lavoro ruota ancora una volta attorno ad un centro, quello della fine, della trasformazione, del momento di passaggio, semplicemente accostando due diverse condizioni: l’avanzare del tempo fisico come svuotamento e l’energia sprigionata dal coronamento della propria passione.

Chiedo così ad un Soprano che risiede ne “La Casa di Riposo per Musicisti, Giuseppe Verdi”, alla fine della sua lunga e gloriosa carriera, di cantare ancora davanti ad un pubblico, ma nel mezzo della notte.

 


L’arte e’ un fatto privato

a cura di Francesco Pandian e Maria Rosa Sossai

Negli ultimi decenni l’arte si è trasformata in un’arena pubblica che coinvolge un numero crescente di persone e di professionisti del settore, grazie all’interesse e all’attenzione crescenti dei media e del mercato che ne hanno enfatizzato l’aspetto commerciale. Questo stato economico-strategico delle arti produce quella che Paolo Virno definisce un’infinita proliferazione di differenze della moltitudine, alla quale fa da contraltare l’ambito intimo e personale della dimensione estetica, ovvero una nozione di soggettività complessa ed esplicitamente non-essenziale. L’arte si qualifica quindi come una tensione dell’individuo verso un divenire infinito e non apparente. Per farne parte e far sì che si avveri, è necessario riconoscere in noi questa vocazione e predisporsi ad accoglierla. Sulla scia di conversazioni intorno a questi temi, Francesco Pandian e Maria Rosa Sossai hanno invitato quattro artisti ad occupare per una sera la galleria e a ricreare l’unicità del momento creativo, un qui e ora irripetibile che permette quel tipo di esperienza sensitiva che segue lo sviluppo del pensiero dell’artista. Nel corso dei primi quattro incontri focalizzati sul rapporto tra arte e musica, biografie private, creazioni sonore, immagini in movimento, azioni dal vivo metteranno in scena forme diverse di individualità per ribadire la centralità della sperimentazione e la sensualità dell’esperienza estetica che mantiene tuttora le caratteristiche di un fatto sostanzialmente privato e soggettivo, estraneo ai processi riproduttivi propri del contesto espositivo.

 

 

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