GIOVANNI MORBIN

Something else

Giovanni Morbin, Me, 2010INAUGURAZIONE: 

08 Ottobre 2014 – Ore 21.00. Fino al 15 Novembre.

DOVE: 

MMSU, Rijeka (CROAZIA).

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A cura di SLAVEN TOLJ e DANIELE CAPRA

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Che cos’è il fascismo? In quale modo permea la nostra società nel terzo millennio? Frequentemente è associato ad una categoria storica, segnata dagli eventi dell’ultimo secolo e caratterizzata da ideologie e totalitarismi. Tuttavia il fascismo non ci mai abbandonato: ci sono esempi contemporanei, non molto numerosi, di gruppi politici estremisti che fanno riferimento al fascismo storico, eppure si registrano tendenze più subliminali e subdole. Possiamo vederne esempi in campo economico, dove il capitalismo è diventato una religione di stato basata sul predominio, ma anche nei rapporti interpersonali, come pure nei desideri delle masse, piegate sui modelli proposti dai media e dalla società dello spettacolo. La forma del fascismo è mutata definitivamente da una categoria politica ad una tendenza antropologica.

La personale Something Else raccoglie i lavori politici di Giovanni Morbin. La mostra è stata concepita per gli spazi del MMSU Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka (HR), in cui saranno visibili sculture, collage, installazioni, fotografie, nonché la documentazione video di una performance effettuata nel centro della città qualche giorno prima dell’opening.

Le opere e la performance del lavoro centrale della mostra (L’angolo del saluto) sono basate sui volumi d’aria del saluto che i fascisti era soliti scambiarsi, a partire dagli anni Venti, quando si incontravano. Il saluto è una sorta di inconscia scultura modernista e una mise en scène per il pubblico, che può essere interpretata come una formalizzazione di un gesto che può essere visto non solo in prossimità (come ad esempio stringersi la mano), dato il suo volume aperto può somigliare ad una scultura dalle infinite dimensioni. Tale azione ci induce a due riflessioni conflittuali, poiché siamo contemporaneamente attratti dalla sua parte formale, ma disgustati dal suo significato politico. Giovanni Morbin lascia scegliere lo spettatore, senza alcun tentativo di persuasione morale: l’osservatore è spinto a prendere parte ed esprimere un’opinione personale, come nel caso di Forza Nuova(una grande scultura metallica con la forma di un proiettile che esce dal muro), anche se l’azione stessa di guardare può essere pericolosa o ferirci.

Il titolo della mostra deriva dal singolo dei Sex Pistols Somethin’ Else, la cui copertina ritrae Sid Vicious in una maglietta rossa con simboli nazisti.

La mostra è corredato da un catalogo con le opera dell’artista e saggi dei curatori Slaven Tolj e Daniele Capra, di Eva Fabbris, Alessandro Castiglioni, Lidia Sanvito, nonché conversazioni con Cesare Pietroiusti e Giovanni Morbin.


BIO

Giovanni Morbin (Vicenza, 1956) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia dopo aver seguito I corsi di Emilio Vedova. Sin dagli esordi la sua ricerca è basata sullo studio del comportamento e sulla performance, frequentemente finalizzata alla creazione di oggetti dotati di attività funzionale. Ha esposto o realizzato performance presso il Museo Marino Marini, Firenze (2014), Centrale Fies – Ambienti per la produzione di Performing Arts, Trento (2013), Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova (2013), Museo MaGa, Gallarate (2011), Artericambi, Verona (2010), Gallerija Gregor Podnar, Lubiana (2010), Istituto Svizzero, Roma (2010), Mart, Rovereto (2010), ViaFarini, Milano (2009).

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MAGGIORI INFO: 

https://mmsu.hr (ENG)

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