Giulio Squillacciotti | Inside stands to outside as one to infinite | L’arte è un fatto privato |

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GIULIO SQUILLACCIOTTI – Inside stands to outside as one to infinite

Lotte Baumgarten Sarkis

FasanGasse 34/19

1030 Wien – Osterreich 20/02/2010

Caro Giulio,Giulio Squillacciotti

Questa mia lettera è l’ultima comunicazione che ti mando riguardo la ricerca che stai portando avanti su mio marito Aghan Sarkis. Da quando abbiamo lasciato Istanbul, l’ultima volta che che vi soggiornammo, come un senso di pacificazione ci ha pervaso entrambi. Non vi facemmo più ritorno, poco dopo lui morì. Credo che i tempi siano ormai maturi per raccontare la storia della sua vita e quello che ha fatto. Temo però di non poterti aiutare, come da tua richiesta, nel raccontare io stessa la sua biografia. Non ho nulla in contrario che sia tu a farlo. Hai acquisito abbastanza nozioni su di lui durante il periodo trascorso insieme, rispetto a tutte le cose che ti ho detto. C’è un unica cosa che mi sento però di chiederti, vista la sua natura riservata in vita, ci terrei che mantenessi una certa discrezione nel parlare di lui. Cerca di farlo non per il tuo successo, quanto per il bene della conoscenza.

Parla solo di fronte ad una platea di interessati, fallo di notte, fallo solo una volta.

Ti auguro di riuscire nella tua presentazione.

Lotte B. S.


L’arte e’ un fatto privato

a cura di Francesco Pandian e Maria Rosa Sossai

Negli ultimi decenni l’arte si è trasformata in un’arena pubblica che coinvolge un numero crescente di persone e di professionisti del settore, grazie all’interesse e all’attenzione crescenti dei media e del mercato che ne hanno enfatizzato l’aspetto commerciale. Questo stato economico-strategico delle arti produce quella che Paolo Virno definisce un’infinita proliferazione di differenze della moltitudine, alla quale fa da contraltare l’ambito intimo e personale della dimensione estetica, ovvero una nozione di soggettività complessa ed esplicitamente non-essenziale. L’arte si qualifica quindi come una tensione dell’individuo verso un divenire infinito e non apparente. Per farne parte e far sì che si avveri, è necessario riconoscere in noi questa vocazione e predisporsi ad accoglierla. Sulla scia di conversazioni intorno a questi temi, Francesco Pandian e Maria Rosa Sossai hanno invitato quattro artisti ad occupare per una sera la galleria e a ricreare l’unicità del momento creativo, un qui e ora irripetibile che permette quel tipo di esperienza sensitiva che segue lo sviluppo del pensiero dell’artista. Nel corso dei primi quattro incontri focalizzati sul rapporto tra arte e musica, biografie private, creazioni sonore, immagini in movimento, azioni dal vivo metteranno in scena forme diverse di individualità per ribadire la centralità della sperimentazione e la sensualità dell’esperienza estetica che mantiene tuttora le caratteristiche di un fatto sostanzialmente privato e soggettivo, estraneo ai processi riproduttivi propri del contesto espositivo.

 

 

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