Michele Spanghero | Exhibition rooms

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MICHELE SPANGHERO – Exhibition rooms

Artericambi ha il piacere di presentare al pubblico la prima personale di Michele Spanghero (Gorizia, 1979) ospitata in galleria. Il giovane artista, la cui ricerca spazia dalla musica di improvvisazione alle arti visive, ha sviluppato per la mostra il progetto fotografico Exhibition Rooms, per il quale ha compiuto negli ultimi tre anni, una vera e propria ricognizioneMichele Spanghero dei luoghi espositivi dell’Italia e dell’Europa centro orientale. Spanghero presenterà inoltre in galleria l’installazione R-12 Dvina, che ricostruisce l’ambiente sonoro e visivo di un bunker missilistico della Lettonia, ormai abbandonato, in cui ha effettuato una performance con il proprio contrabbasso. Gli scatti di Exhibition Rooms nascono dall’analisi visiva e cromatica degli spazi (musei, gallerie e stand fieristici) in cui vengono collocate ed esposte le opere d’arte secondo il modello allestitivo – ed inevitabilmente concettuale – del white cube, in auge sin dalla seconda metà anni Sessanta. Il bianco garantisce infatti la neutralità del luogo e l’osservatore è messo nella condizione di fruire l’opera senza condizionamenti, senza alcun rumore di fondo. Spanghero ha condotto un’indagine alla ricerca tanto degli elementi di omologazione quanto quelli di discontinuità dei siti espositivi, mostrando i limiti e le difformità dei luoghi reali rispetto al modello ideale. Pavimenti e pezzi di muro cessano di essere afasici contenitori di vuoto ed iniziano a bisbigliare, mostrando inaspettatamente crepe, irregolarità e variazioni della gamma dei bianchi cui non siamo soliti prestare attenzione. R-12 Dvina nasce da una performance al contrabbasso dell’artista avvenuta in un bunker dove erano custoditi, nel periodo della Guerra Fredda, alcuni missili dotati di testata nucleare in dotazion
e all’esercito sovietico. Lo sconfinato volume architettonico ed il vuoto spinto di quel luogo ormai lontano dalla nostra contemporaneità vengono ricreati in galleria grazie ad un’installazione audio multicanale e a dei fari d’auto che hanno illuminato l’oscurità del bunker mentre Spanghero suonava.

a cura di Daniele Capra

 

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MICHELE SPANGHEROLissencephaly Video HD © Helen Dowling, 2010