
Ketty Gobbo
Confini stretti
“Confini stretti” è un organismo contenuto, racchiuso entro una fitta trama di ferro che trattiene, impone un limite e costringe la materia a stare. Eppure, anche dentro la costrizione, una forza continua a premere contro il limite, a cercare interstizi, a generare nuove forme e nuove vie di fuoriuscita. Siamo colti in una fase intermedia, nel momento in cui ciò che è contenuto comincia a inglobare la propria gabbia, ad assumerne la forma per poterla superare. In espansione, la materia straripa oltre il proprio perimetro e prosegue la sua corsa verso la riappropriazione dello spazio.
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Ketty Gobbo in quest’opera mette in tensione due materie agli antipodi: il ferro, rigido e strutturale, piegato in una trama di rametti che imita la crescita organica pur restando una gabbia; e il vetro, soffiato al suo interno, fluido e trasparente, colto nell’istante di massima pressione, quasi sul punto di implodere, o forse di eccedere il proprio contenitore.
L’opera rappresenta una condizione sospesa: la materia costretta non cede e non si libera, resta a metà, in un equilibrio precario che è insieme minaccia e promessa.
Anno 2024
Tecnica Vetro di murano e ferro
Dimensioni 50 × 38 x 21 cm // 19,5 × 14,82 × 8,19 inches