
La galleria Artericambi è lieta di annunciare la sua partecipazione a FREEDOM, mostra diffusa promossa da ArtiVer, rete per la valorizzazione dell’arte contemporanea a Verona, e dal Comune di Verona – Assessorato alla Parità di Genere, nell’ambito delle iniziative per la Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne.
All’esposizione prenderanno parte sei gallerie d’arte contemporanea della città (Artericambi Gallery, Galleria Gaburro, Galleria dello Scudo, Studio la Città, Kromya Art Gallery e Marcorossi artecontemporanea) e la GAM – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, ciascuna presentando una o più opere di artiste e artisti italiani e internazionali. Il tema scelto, “Il potere delle donne“, esplora il concetto di potere non come imposizione e controllo, ma come possibilità di adottare nuovi modelli di riferimento. Un tema interpretato sia come sostantivo (il potere, la capacità) che come verbo, nelle sue molteplici sfaccettature: il potere di essere, di fare, di decidere e di incidere.
Per l’occasione, Artericambi presenterà il video A Malevolently Bad Map di Bridget Moser, artista canadese che da anni lavora tra performance, video e installazione, esplorando con ironia e intelligenza le dinamiche del quotidiano, le ansie contemporanee e le contraddizioni della società. Il suo linguaggio che mescola teatro, stand-up comedy, e sperimentazione visiva, finisce per creare opere che oscillano tra il surreale e il profondamente umano.
Il video A Malevolently Bad Map si lega al tema della mostra mettendo in discussione il concetto di potere in relazione all’identità femminile e alle aspettative sociali. Giocando con le aspettative e le narrazioni imposte, il video esplora i concetti di potere, autodeterminazione e fallimento. Attraverso un’estetica essenziale e un tono a tratti assurdo, Moser riflette sulle possibilità di riscrivere il proprio ruolo e di ridefinire le convenzioni che influenzano la costruzione dell’identità e della percezione di sé.



Bridget Moser è un’artista che si esprime soprattutto con video e performance, il suo lavoro è sospeso tra commedia prop, teatro sperimentale, performance art, letteratura assurda, ansia esistenziale e danza intuitiva. Le mostre personali recenti includono My Crops Are Dying But My Body Persists a Remai Modern e You Opened That Can Now Let’s Eat the Whole Thing a Latitude 53 e SPACES Cleveland. Ha presentato lavori in sedi in tutto il Canada, tra cui la Art Gallery of Ontario, il Musée d’art contemporain de Montréal, Mercer Union, l’Art Museum presso l’Università di Toronto, la Vancouver Art Gallery, la Western Front e la MSVU Art Gallery.
È stata docente principale presso The Banff Center e artista residente presso la Fondazione Antonio Ratti a Como, Italia. Il suo lavoro è stato presentato in Artforum, Canadian Art, Art in America, C Magazine e Artribune Italy, tra gli altri, ed è stata selezionata per il Sobey Art Award.
Ha esposto in mostre personali al MUSAC di León, Espacio Uno/MNCARS (Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía) e La Casa Encendida di Madrid; Espacio 13/Fundación Miró, Ars Santa Mònica e Centro de Arte Contemporáneo Fabra y Coats di Barcellona. Ha anche partecipato a numerose mostre collettive in musei e centri nazionali e internazionali, come PS1/MOMA di New York, Hamburger Bahnhof di Berlino, Palaces of Tokyo di Parigi, IMMA (Irish Museum of Modern Art) di Dublino, Museo Carrillo Gil di Città del Messico, X Biennale del Nicaragua di Managua, Manifesta 11 di Zurigo, ecc.