CARLES CONGOST
Greys Has Declinations
INAUGURAZIONE:
09 Aprile 2026 – Dalle ore 18.00 alle 19.30.
DOVE:
Museu Tàpies (Carrer Aragó, 255, Barcellona).
Carles Congost presenta Grey Has Declinations, un intervento performativo che dà priorità al ruolo del testo e del suono. L’influenza imponente degli scritti di Antoni Tàpies si esprime attraverso diverse tracce musicali e sonore, create precedentemente dall’artista.
Congost assume il ruolo di DJ, trasformando una sessione di clubbing in una performance ibrida e riflessiva. Questa ibridazione risponde a diversi modi di intervenire sulle tracce sonore ed è espressa anche nei vari processi creativi intrapresi.
In alcuni casi, Congost improvvisa su basi strumentali preesistenti, introducendo nuovi effetti e voci generate dall’intelligenza artificiale, al fine di organizzare i messaggi all’interno della specifica economia del formato canzone. In altre circostanze, ricrea paesaggi sonori ambientali in cui il testo emerge in forma più astratta e suggestiva.
Nonostante le chiare differenze formali tra il lavoro di Congost e quello di Tàpies, questa performance intende mettere in evidenza le idee essenziali che condividono in relazione all’atto creativo, che qui meritano di essere unite e celebrate. I testi di Tàpies utilizzati funzionano come materiale fondante per questo studio, portando in primo piano la libera associazione di idee come modalità valida di lavoro. Congost rielabora e riconfigura In alcuni casi, Congost improvvisa su basi strumentali preesistenti, introducendo nuovi effetti e voci generate dall’intelligenza artificiale, al fine di organizzare i messaggi all’interno della specifica economia del formato canzone. In altre circostanze, ricrea paesaggi sonori ambientali in cui il testo emerge in forma più astratta e suggestiva.i testi originali, che non appaiono mai in forma letterale, con l’obiettivo di sottolineare la trasversalità, la pertinenza e l’universalità delle idee del pittore Antoni Tàpies.
Attività realizzata nell’ambito della terza edizione del ciclo “Le Sedie di Tàpies”, a cura di Judith Barnés.
